Indennità di Accompagnamento: per la Cassazione basta la "supervisione costante"
Un'importante conferma giurisprudenziale estende la tutela per l'indennità di accompagnamento. La Suprema Corte ha ribadito che il diritto al beneficio non richiede necessariamente l'incapacità fisica materiale di compiere gli atti quotidiani (come camminare o nutrirsi). È sufficiente che il soggetto, a causa di gravi deficit cognitivi o psichici latenti, necessiti di una supervisione o vigilanza continua per evitare pericoli a sé o a terzi durante la giornata. Una svolta fondamentale per la tutela dei malati oncologici, con demenza o patologie neurodegenerative.